Cane che abbaia in condominio: cosa ci dice la legge al riguardo

Alcuni suggerimenti per una buona convivenza cane-uomo in condominio

LEGISLAZIONE
20. Dec 2018
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Cane che abbaia in condominio: cosa ci dice la legge al riguardo

Cane abbaia in condominio, come fare e quale legge interviene.

Il cane del tuo vicino di casa abbaia giorno e notte senza darti tregua?
Si sa che gli animali domestici possono essere fonte di problemi di convivenza con i vicini di casa e questo è ancora più probabile quando si vive in condominio.
In questi casi Il regolamento condominiale può aiutarci a dirimere eventuali controversie aiutandoci ad evitare o a limitare il rischio di incomprensioni con i vicini: vediamo quindi come funziona il regolamento attualmente vigente
La Riforma del Condominio
Legge 220/2012 ha modificato in maniera importante la normativa che concerne il possesso di animali domestici all’interno di un condominio. Innanzitutto, dopo la riforma, i regolamenti condominiali non devono più vietare ai singoli condòmini di tenere un animale domestico nel proprio appartamento (nuovo articolo 1138 del codice civile, ultimo comma).
L'unico caso in cui è possibile vietare la detenzione di animali domestici è quando il condomino è in un appartamento in affitto. Il proprietario dell'appartamento in questo caso può inserire nel contratto di affitto questo divieto. Questo chiaramente però riguarda il contratto tra inquilino e proprietario, e non il condominio.
Ovviamente quando in un condominio vivono anche degli animali domestici, le lamentele più frequenti riguardano i rumori e gli odori. E' chiaro che un
cane che abbaia sempre quando è solo in casa può infastidire i vicini, così come gli odori che si producono inevitabilmente se il padrone non si cura sufficientemente della pulizia dell'animale
In questo articolo limiteremo la nostra attenzione a ciò che riguarda l’aspetto acustico quindi l’abbaiare del nostro amico a quattro zampe, che non di rado nella convivenza condominiale, genera lamentele e polemiche.

Se il cane abbaia in condominio: regolamento, buone prassi, suggerimenti

Premessa fondamentale: il cane si esprime abbaiando, pretendere quindi che questo non accada mai è impossibile ed anche ingiusto. Una sentenza del 2006 ha addirittura sancito il "diritto esistenziale" dei cani di abbaiare. Esistono però altre sentenze che indicano il proprietario dell'animale come responsabile del disturbo che il proprio cane arreca agli altri abbaiando.
Se questo disturbo è giudicato non tollerabile il proprietario può subire delle sanzioni e persino l'arresto, oltre a dover risarcire i vicini.
Gli orari sensibili e le regole per i rumori molesti sono simili tanto per l'abbaiare di un cane, quanto per la musica di uno stereo, o gli schiamazzi di una o più persone: un rumore di intensità e frequenza "tollerabili" è consentito dalle 8 del mattino fino alle 10 di sera. Per la Corte di Cassazione, inoltre,
se è un solo condomino a lamentarsi, non si turba la quiete pubblica e il cane "può disturbare il vicino di casa". Perché sia fattibile un concreto allontanamento degli animali (o, per esempio, un esposto da parte di condomini che se ne lamentano), non basta quindi che il reclamo sia fatto da un vicino poco tollerante, ma che ci sia una pluralità di persone a lamentarsi e a denunciare il fatto (Cassazione 1394/1999)
Quindi qualche abbaio occasionale NON fa testo ("
Il cane che abbaia in modo normale, per es. in caso di visite di estranei, di "disturbatori", non presuppone alcuna violazione della quiete (art. 659 del C. Penale e art. 844 del C. Civile). Inoltre tale "disturbo" anche se denunciato da più persone deve essere dimostrato da una perizia, ovvero dal monitoraggio di personale adatto (es., vigili, ASL, ma anche tecnici privati chiamati - e pagati - dal condominio) e cioè deve essere definito come eccedente le norme in tutela dell'inquinamento acustico.
Attenzione però all’abbaio notturno: chi non riesce a dormire a causa dell'abbaiare ininterrotto dei cani, ha diritto ad un risarcimento anche se il disturbo riguarda una persona singola. Il disturbo notturno è un caso in cui la Cassazione diventa più severa coi proprietari di cani
Come regolarsi dunque in questi casi? I vicini di casa dovrebbero innanzitutto mostrare tolleranza e capire che in determinate circostanze è normale che il cane si metta ad abbaiare e a volte anche utile: pensiamo a quando ci sono persone estranee sul pianerottolo o a quando il cane, che ha un udito molto più sensibile del nostro, percepisce rumori sospetti di notte.
Se l’abbaiare del cane è effettivamente continuato e quindi molesto, è buona prassi che i vicini contattino innanzitutto il proprietario manifestandogli il problema e cercando un accordo comune, eventualmente in assemblea condominiale.
Se nulla cambia è necessario contattare l'ASL che verificherà la situazione rilasciando un verbale.
A questo punto occorre sporgere denuncia presentando come prova il verbale rilasciato dall'ASL: in tal caso  l'abbaiare del cane diventa sanzionabile soltanto se è continuato (come detto l'abbaiare occasionale è da considerarsi normale), supportato da testimoni e causa di problemi psico-fisici a chi lo subisce.
I proprietari di contro devono sapere che se un cane che abbaia occasionalmente è normale, uno che abbaia incessantemente non crea soltanto disturbo ai vicini ma è innanzitutto un cane con dei problemi che vanno risolti. Se il cane abbaia sempre quando è da solo potrebbe ad esempio soffrire di ansia da separazione. In questo caso l'aiuto di un educatore cinofilo è indispensabile. Quando decidiamo di prendere un cane infatti diventiamo responsabili non solo del suo benessere fisico, ma anche di quello psicologico. E' importante perciò non trascurare i segnali di disagio che il cane manifesta.

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